Brunori torna a casa, il concerto al Rendano è una festa

Brunori Sas a Cosenza emoziona e diverte, in un continuo scambio di battute col pubblico. Anche in dialetto

Il momento in cui torni a casa è quello in cui puoi lasciarti andare al tuo dialetto, la lingua delle radici e, quasi sempre, degli affetti. Così la corrispondenza d’amorosi sensi fra Dario Brunori e il pubblico cosentino viaggia sul canale della parlata bruzia. Il teatro Rendano lo accoglie fragoroso, quasi fosse un eroe ritornato vittorioso dalla guerra. Di sicuro quella dei biglietti venduti è vinta, lo dice la scritta “esaurito” su tante date del tour lungo lo Stivale, per presentare il nuovo disco, A casa tutto bene.

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Brunori Sas

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Cinema “invisibile”: una rassegna di cose mai viste

Al cinema Garden di Rende parte La punta dell’iceberg, organizzata dal Cineforum Falsomovimento di Rovito: film d’autore, mai usciti a Cosenza e provincia

Chi ama il cinema e vive in una città di provincia ha spesso vita dura, perché costretto a vedere occhieggiare dalle locandine dei film, spesso e volentieri, solo titoli di blockbuster. Per questo chi abita a Cosenza e dintorni non può perdersi la rassegna cinematografica La punta dell’iceberg, un’ipotesi di cinema invisibile organizzata dal Cineforum Falso Movimento di Rovito e dal cinema Garden di Rende. Al via mercoledì 22 marzo.

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Una scena di “E’ solo la fine del mondo”

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Giulio Cesare di Castellucci seduce il pubblico respingendolo

Il Giulio Cesare della Socìetas torna in scena al Teatro Auditorium dell’Unical e raffigura il potere e l’arte retorica con la sua carica disturbante.

Il potere è profondamente umano nella sua disumanità, esercitarlo è nella nostra natura, con la violenza (fisica e morale) che ne consegue. Questa è una delle contraddizioni di cui si nutre la vita, così come il teatro di Romeo Castellucci, che riporta in scena il suo Giulio Cesare, o almeno quel che ne resta dopo vent’anni di incubi da palcoscenico realizzati con la compagnia Socìetas Raffaello Sanzio (ma loro preferiscono chiamarsi solo Socìetas).

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Maurizio Cerasoli/Marcantonio (Foto di Guido Mencari)

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Locandiera B&B, la commedia diventa nera e piena di suspense

La riscrittura di Erba della Locandiera di Goldoni, andata in scena al Teatro Auditorium dell’Unical, è godibilissima. La protagonista, con una perfetta Laura Morante, perde qualche sfaccettatura

Della Locandiera di Carlo Goldoni rimane poco. Nella riscrittura di Edoardo Erba, costruita per Laura Morante e diretta da Roberto Andò, perdura una labile traccia dell’astuta e indipendente padrona di locanda e dei suoi avventori/corteggiatori nobili e facoltosi. Resta la furbizia della donna, che pure inizialmente appare sprovveduta, e intorno a essa Erba struttura un noir dai toni lievi, a metà tra una commedia nera e un giallo da camera alla Agatha Christie, se non fosse che il delitto avviene alla fine e con esso il disvelamento del mistero che si cela dietro i personaggi. Che nei nomi richiamano quelli della più rappresentata commedia goldoniana, conservandone le prime o le ultime lettere, a dimostrazione che questa Locandiera B&B (vista al Teatro Auditorium dell’Università della Calabria) trae ispirazione dal testo originale ma se ne allontana.locandiera Continua a leggere

Donne, sciopero globale per i diritti e contro la violenza

Le donne di 40 Paesi scioperano l’8 marzo. In Italia la giornata di protesta è organizzata dal movimento Non una di meno. Manifestazioni anche in Calabria

Diceva Marx che il grado di civiltà ed evoluzione di una società si misura dal modo in cui vengono trattate le donne. Senza bisogno di scomodare il teorico del Capitale, anche solo leggendo e ascoltando i fatti di cronaca ci si può rendere conto che nella maggior parte del mondo le donne non sono trattate affatto bene. Un dossier di Openpolis, poi, dice che in tutta Europa solo il 30% delle donne occupa ruoli di potere. Ma soprattutto, violenze e discriminazioni sono all’ordine del giorno, dappertutto. In Italia la violenza maschile sulle donne è tra le più diffuse in Europa. Non solo, le italiane lavorano di più, sono pagate meno e il peso degli impegni familiari è soprattutto sulle loro spalle. Due studi elaborati dal Censis e dall’Ocse confermano che il nostro Paese resta fanalino di coda in Europa nel superare le differenze di genere.

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Corteo di Non una di meno

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Il Padre d’Italia, essere genitori al di là degli stereotipi

Il Padre d’Italia di Fabio Mollo racconta con delicatezza omogenitorialità e maternità, fuori dai luoghi comuni. Con due attori di talento: Luca Marinelli e Isabella Ragonese

Ci vuole coraggio anche per sognare, se hai un dolore a opprimerti il cuore, se la realtà circostante è prodiga di brutture. Prima di cominciare il suo viaggio, Paolo è un uomo a metà, prigioniero delle proprie paure. Quelle comuni alla generazione dei trenta-quarantenni che nel nuovo film di Fabio Mollo, Il padre d’Italia, possono facilmente identificarsi. Anche Mia, la protagonista femminile, è una donna irrisolta. Senonché il loro incontro sarà per entrambi l’inizio di un percorso verso una nuova consapevolezza. I due impareranno a prendersi cura l’uno dell’altra e quindi ad amarsi, nel senso più autentico del termine.

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Luca Marinelli e Isabella Ragonese

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