I Coleman, la famiglia disfunzionale rifugio dalla crisi

“Il caso della famiglia Coleman” di Tolcachir apre con successo la stagione del Teatro Auditorium dell’Università della Calabria

Un modesto interno domestico, una famiglia fortemente scombinata. Il nucleo drammatico de Il caso della famiglia Coleman è tutto qui, nel condensare un groviglio emotivo conflittuale e caotico in uno spazio asfittico e malmesso, in una quotidianità misera. Il dramma potrebbe sfociare nella tragedia ma protende verso la commedia nera, restando sospeso in un limbo di incosciente leggerezza. Lo spettacolo, scritto e diretto da Claudio Tolcachir e andato in scena al Teatro Auditorium dell’Università della Calabria, è ormai un classico del teatro contemporaneo. Dall’Argentina della crisi economica, ha calcato i palchi di mezzo mondo, portando alla ribalta la nuova scena di Buenos Aires che, a cominciare da Spregelburd, ha fatto scuola.coleman Continua a leggere

Rendano, in cartellone Brook e Pennac

La stagione del teatro Rendano di Cosenza è pronta. In scena grandi nomi della cultura internazionale, talenti italiani e spettacoli mainstream

Peter Brook, Daniel Pennac, Elio Geramano e Teho Teardo insieme con “Viaggio al termine della notte” di Celine. Sono alcuni dei protagonisti della stagione di prosa dello storico teatro Rendano di Cosenza, una stagione curata in partenariato pubblico-privato fra il Comune di Cosenza e un gruppo di imprenditori privati (Enzo Noce, Pino Citrigno e Gianluigi Fabiano). È appena partita la campagna abbonamenti e sul sito del Comune non c’è traccia del programma, che si trova invece completo sul sito di Inprimafila, ufficio di biglietteria e marketing per la vendita dei biglietti degli spettacoli.

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Una scena di Battlefield (foto di Caroline Moreau)

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A Ciambra e gli invisibili di Gioia Tauro, una formazione al contrario

A Ciambra di Carpignano è tornato al cinema. Il film racconta un’umanità degradata ma piena di vita. Da non perdere

A Ciambra ha innanzitutto il merito di rovesciare il concetto di marginalità, di prendere un gruppo di invisibili, quelli che di solito la società vorrebbe rimuovere dalla propria coscienza, e renderlo protagonista. Il film di Jonas Carpignano, però, compie un altro rovesciamento. Nel raccontare la storia del giovane Pio Amato, piccolo rom del quartiere di Gioia Tauro (che somiglia quasi a una favela brasiliana), ribalta il concetto di “formazione”.ciambra Continua a leggere