Nico, 1988: come uccidere due miti contemporanei

Il film di Nicchiarelli è intenso e dirompente. Il rock come scelta di vita prima che artistica. E bellezza e giovinezza diventano di troppo

Nico era il rock, non lo suonava e basta. La fama, la droga, il sesso promiscuo, un figlio trascurato e ritrovato troppo tardi. Una vita di eccessi, una vita sbagliata. “Sono stata al top e ho toccato il fondo, in entrambi i luoghi c’è il vuoto”. Lo dice la strepitosa Trine Dyrholm, l’attrice che interpreta Nico nel film di Susanna Nicchiarelli. In questa frase leggi l’anima inquieta e vedi una parabola, per molti discendente ma non per tutti. Per la regista di “Nico, 1988”, ad esempio, è la seconda fase della sua vita quella più interessante. “Dopo l’esperienza coi Velvet Underground comincia a scrivere la sua musica, si riappropria della sua identità”, spiega durante l’incontro col pubblico del cinema Modernissimo di Cosenza.

nico

Una scena del film

Continua a leggere

Nico,1988, la vita oltre la femme fatale

Il film sulla sacerdotessa delle tenebre arriva nelle sale. A Cosenza incontro con la regista Nicchiarelli

Con la sua voce algida e tagliente come una scheggia di vetro, ti incideva quella Femme fatale nel cuore e tu avresti voluto essere come lei, spezzare i cuori incontrati incidentalmente sul tuo cammino. In fondo eri una romantica, ma Nico rappresentava il lato oscuro della luna, quello che non si vede eppure c’è, eccome. La fascinazione dell’oscurità può essere potente. Tanto che l’album della banana l’hai ascoltato in modo compulsivo, nella tua fase tenebrosa, e da allora la bionda teutonica che cantava coi Velvet Underground è diventata un’icona. Eppure, Nico, 1988, diretto da Susanna Nicchiarelli, vincitore della sezione Orizzonti all’ultima Mostra del cinema di Venezia e arrivato nelle sale, non racconta quella stagione che la rese famosa, quella del rapporto con Andy Warhol, la Factory e Lou Reed.

nico

Nico ai tempi della collaborazione coi Velvet Underground

Continua a leggere