MDLSX, inno alla libertà e all’identità fluida

La performance dei Motus con Silvia Calderoni è un viaggio oltre i confini di ciò che è considerato normale. MDLSX è andato in scena per il Progetto More

È un manifesto della diversità, del diritto ad un’identità che travalichi categorie e definizioni. Un viaggio oltre i confini di ciò che è considerato “normale”, per attraversare la molteplicità di ogni individuo. MDLSX è questo e anche di più, perché alla forza politica della performance targata Motus, aggiunge il lirismo e il pathos della confessione. Sul palco Silvia Calderoni si mette a nudo, non solo fisicamente, e dà in pasto al pubblico brandelli di vita vissuta, esperienze segnanti, dolori sublimati e alleggeriti dall’arte.

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Con Pueblo, Celestini ricrea le vite degli invisibili

L’attore e regista racconta in Pueblo storie di marginalità, a cui l’immaginazione restituisce una bellezza feroce e lieve

Vite contenute tra un supermercato, un parcheggio e un magazzino. Vite ai margini, su cui di solito lo sguardo si posa distrattamente, magari con fastidio, spesso con noncuranza. Le guardiamo, ma non le pensiamo. Per quello occorre uno sforzo di immaginazione, ci vuole un poeta. Altrimenti si è solo guardoni. Da questo scarto, da questo punto di vista, parte il racconto di Ascanio Celestini, che con Pueblo restituisce dignità umana a chi, per molti, non ne ha.

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The Post, lezione su coraggio e qualità. Con tanta nostalgia

Il film di Spielberg racconta lo scoop del Washington Post e la relativa battaglia sulla libertà di stampa. Ma è anche la storia di una donna di potere

Chi ha bazzicato le redazioni dei quotidiani cartacei non può non provare un’irresistibile nostalgia guardando The Post. Una nostalgia voluta, cercata, perché il film di Spielberg indugia molto sulle fasi del processo produttivo, almeno di quello tipico degli anni Sessanta. Allora i pezzi si scrivevano con la macchina per scrivere, i fogli si mettevano in un tubo collegato con la rotativa, la composizione delle pagine avveniva coi pezzi di piombo. Roba che oggi sembra lontanissima anni luce.

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Tom Hanks e Maryl Streep

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Scannasurice, divertente e disperato canto della solitudine

Al Teatro Auditorium dell’Unical è andato in scena l’intenso monologo di Moscato, con una straordinaria Imma Villa

Ci può essere un sublime degrado, una disperazione divertita, una volgarità poetica. Ci può essere in Scannasurice, intenso monologo di Enzo Moscato, riportato in scena da Carlo Cerciello e interpretato da una straordinaria Imma Villa. Intenso e tutto giocato sull’ambiguità, sul paradosso. A cominciare dal protagonista, un femminiello dall’identità sessuale incerta, che pare muoversi sempre su una linea di confine tra il bello e il brutto, la vita e la morte, la commedia e la tragedia.

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