Attualità di Zangara, che voleva uccidere Roosevelt

Giuseppe “Joe” Zangara ti guarda dalle foto d’epoca con aria di sfida.  Ripreso dalle cineprese per i cinegiornali, esce ridendo dal tribunale che lo condanna prima a 80 anni di carcere e poi alla sedia elettrica. Forse già immaginando che sarebbe diventato famoso, almeno negli Stati Uniti. Anzi, quasi un simbolo, l’uomo che avrebbe potuto cambiare la Storia, un innesco per costruire storie alternative, a partire dal famoso giochino del “se”: e se fosse riuscito a uccidere il presidente Roosevelt?

Giuseppe Zangara

Giuseppe Zangara (Bettmann-Corbis photo tratta da Newsweek)

L’esempio più famoso è La svastica sul sole dello scrittore Philip Dick, in cui l’immigrato calabrese riesce a compiere l’attentato contro il presidente Usa e modifica il corso degli eventi, per cui è Hitler a vincere la Seconda Guerra Mondiale. L’esempio più recente è un episodio della serie tv Newsroom, in cui il protagonista, l’anchorman Will McAvoy, cita Zangara per dire come una semplice cosa possa cambiare tutto: se la sedia su cui l’italiano era salito per sparare a Roosevelt non fosse stata traballante, lui non avrebbe sbagliato mira e al defunto Franklin Delano sarebbe subentrato il suo vice, John Nance Garner, che era contrario alle riforme sociali del New Deal, per cui gli Stati Uniti non si sarebbero mai ripresi dalla Grande Depressione.

Ma per alcuni giornalisti Zangara era solo un killer prezzolato della malavita organizzata, che davvero voleva fare fuori il sindaco di Chicago, Anton Cermak, mentre lui ha sempre dichiarato di averlo colpito per sbaglio, insieme ad altre quattro persone, e si è sempre dichiarato un anarchico che voleva uccidere “il capo dei capitalisti”. Chi fosse davvero Zangara, nessuno lo sa. Di certo, era scappato dalla miseria del paese natio, Ferruzzano, in provincia di Reggio Calabria, da una vita di stenti e sofferenze, gravata da un dolore cronico allo stomaco. E la sua storia, che si è svolta negli anni Trenta, ha diverse analogie col nostro presente. “Per questo ha senso raccontarla”, dice Giovanni Sole, antropologo, regista e docente dell’Università della Calabria, che su Zangara sta scrivendo un libro “attraverso una storia delle mentalità”, dopo aver buttato giù il testo di una canzone per la cantastorie Francesca Prestia, che sarà incisa l’anno prossimo, e una drammaturgia “che nessuno ancora ha voluto produrre”.

Giuseppe Zangara

Giuseppe Zangara dopo l’arresto

Sole inserisce Zangara in un preciso contesto storico e sociale e ne tratteggia un profilo psicologico. “Ha vissuto ai tempi della Grande Depressione e del proibizionismo, in cui la disoccupazione era a livelli altissimi e gli emigranti italiani e gli americani vivevano una condizione di disgregazione sociale, solitudine, disperazione, ma c’era anche tanta voglia di protagonismo. Insomma, una situazione simile a quella che stiamo vivendo attualmente”. Sul movente dell’attentato, Sole ha una propria opinione. “È vero che Zangara è stato a Paterson, ritrovo di molti anarchici italiani, come Gaetano Bresci, che uccise re Umberto I, ma per me è stato membro dell’onorata società italo-americana. Altrimenti come avrebbe potuto, negli ultimi anni della sua vita, pur non lavorando, aprire dei conti in banca, acquistare una Chevrolet e viaggiare per gli Stati Uniti? Tra l’altro veniva da Ferruzzano, il paese in cui, secondo alcuni storici, è nata la ‘ndrangheta”.

Giovanni Sole

Giovanni Sole (foto dal profilo Facebook)

L’attore e regista Ernesto Orrico, invece, restituisce dell’attentatore un ritratto umano col suo La mia idea – Memorie di Joe Zangara, monologo che concluderà il tour estivo il 23 agosto a Tropea per la rassegna Teatro d’aMare. Il lavoro, accompagnato dalle musiche originali eseguite dal vivo da Massimo Garritano, parte dal memoriale (contenuto nel libro di Blaise Picchi e curato nella traduzione italiana da Katia Massara) che l’uomo ha scritto prima di essere giustiziato il 20 marzo 1933, dopo 33 giorni dall’attentato. Uno spettacolo narrativo, con le pause scandite dalla chitarra dobro e dal bozouki di Garritano, ricco di termini dialettali e parole in inglese e passi che sottolineano il risentimento dell’uomo contro il capitalismo.

Zangara spettacolo

Ernesto Orrico e Massimo Garritano in “La mia idea”

Perché Zangara si è sempre dichiarato un anarchico e nel memoriale racconta tutte le ingiustizie subite, a cominciare dal padre violento che, dopo la morte della mamma, lo ha mandato a lavorare la terra invece che a scuola. Una volta cresciuto, Zangara combatte con gli alpini nella Prima guerra mondiale, impara l’italiano da autodidatta e divora libri, sperimenta i lavori più umili, fino alla decisione di emigrare insieme allo zio negli Stati Uniti, per cercare fortuna come scalpellino. Negli States si iscrive a due sindacati e fa lavori saltuari. Poi compra una pistola calibro 32 e approfitta di un discorso pubblico che il neo eletto presidente doveva tenere a Miami, in Florida, dove lui viveva. Si fa largo tra la folla e sale in piedi su una sediolina che si era portato appresso, vista la sua bassa statura. Chi gli stava vicino cerca di disarmarlo, lui spara lo stesso ma sbaglia mira e colpisce cinque persone, tra cui il sindaco di Chicago che morirà qualche giorno dopo in ospedale. Zangara, invece, viene fulminato nella prigione di Raiford, all’età di 32 anni.

Simona Negrelli

 

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