Rak e Sansone: “La nostra Cenerentola una piccola magia”

Intervista ad Alessando Rak e Dario Sansone, due dei registi del film d’animazione del momento. “Abbiamo una nuova idea su un morto che parla”

Gatta Cenerentola è una sfida vinta. Alessandro Rak, uno dei quattro registi, la sintetizza così: “L’animazione è vista come qualcosa per bambini, noi invece vogliamo indirizzarla verso contenuti più tosti, per adulti”. E ancora: “Per realizzare questo film abbiamo superato mille difficoltà. Ci dicevano che per fare un cartone dovevamo andarcene non solo da Napoli ma proprio dall’Italia”. E invece. Rak ha condiviso fatiche e soddisfazioni del proprio lavoro col pubblico di Cosenza. Lui e Dario Sansone, altro regista, hanno ricevuto il premio Andrea Pazienza all’interno del festival del fumetto Le strade del paesaggio. Hanno anche incontrato gli spettatori al cinema San Nicola, prima della proiezione del film. Un evento organizzato dalla Primavera del cinema italiano. Poi ci siamo fatti una chiacchierata.

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Da sinistra: Sansone, Scornaienchi (direttore Le strade del paesaggio), Rak, Salamina (giornalista), Citrigno (presidente Film Commission Calabria)

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Gatta Cenerentola, una fiaba noir e fantascientifica da non perdere

Il film di animazione di Rak, Cappiello, Guarnieri e Sansone parte dalla Cenerentola di Basile e ne fa un’opera innovativa e visionaria

Gli allergici al romanticismo melenso possono stare tranquilli, in Gatta Cenerentola non ci sono principi azzurri che salvano e sposano fanciulle remissive. C’è la vita, con la sua ferocia e i suoi sogni spesso infranti. E c’è l’amore, ma nel senso più ampio del termine. Di un padre per una figlia, di un amico e, su tutto, per la propria terra. Un amore intriso del dolore nel vedere quella terra usurpata e ferita da un manipolo di criminali, con la complicità di gente “senza dignità”.cenerentola-trailer Continua a leggere

Soldini e il colore nascosto dell’ultimo film

Il nuovo film di Silvio Soldini, presentato fuori concorso a Venezia, suggerisce una vista altra. Ma poi lascia il pubblico al buio

E’ da ieri che cammino con lentezza, ispeziono gli oggetti con le mani, benedico i miei piedi e i miei occhi. E’ perché ho conosciuto Teo ed Emma, i personaggi de Il colore nascosto delle cose, ultimo lavoro di Silvio Soldini (del quale ho amato Le acrobate e Pani e tulipani), proiettato fuori concorso al Festival di Venezia e uscito nelle sale italiane l’8 settembre.

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Una scena del film

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Violenza sulle donne, sottoculture e quella “sensazione di impunità”

Dopo gli stupri di Rimini, strumentalizzati dall’odio razziale, facciamo il punto sulla lotta alla violenza sulle donne in Italia. Focus sulla Calabria a un anno dai fatti di Melito

A chi importa delle vittime?  La feroce violenza di Rimini, che ha suscitato tanto clamore solo per il colore della pelle di chi li ha commessi, ha fatto passare in secondo piano la ragazza polacca, il suo amico e la trans peruviana. Oscurati dalla valanga di odio razziale (di cui si sono resi responsabili anche esponenti leghisti) che si è riversata sui social network contro gli immigrati, travolgendo anche donne del Pd e giornaliste che scrivono di integrazione. Perché lo stupro fa indignare quando lo commette il “negro invasore” ma è normale augurarlo alle donne con una visione politica differente dalla propria.

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Slogan per la Giornata mondiale contra la violenza sulle donne

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Incendi, non chiamiamo piromane chi li appicca

Il dramma degli incendi e il vizio linguistico come forma di rimozione collettiva. Sogniamo giustizia e immaginiamo punizioni dantesche

Che dolore vedere i terreni anneriti, gli alberi carbonizzati e scheletriti. E il fumo alzarsi, ancora e ancora. L’estate più calda e quella più violenta. Perché di violenza si tratta. Gli incendi appiccati in tutt’Italia hanno raggiunto il proprio acme in Calabria, nella provincia di Cosenza in particolare, che continua a bruciare. Chi li ha accesi ha ucciso persone, animali, boschi, ha terrorizzato chi si trovava nelle abitazioni lambite dalle fiamme, mentre agli altri non restava che masticare rabbia e sentirsi impotente. Come me. La mia, di rabbia, è anche per quella scivolosa rimozione collettiva che porta a definire piromani questi criminali. Un vizio linguistico di molti colleghi giornalisti. Come se, puntualmente, ogni estate, un esercito di matti e repressi desse sfogo alle proprie ossessioni.

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Canadair in azione in Calabria (foto Massimiliano Palumbo – Technostorie.com)

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Pirandello può aiutarci a vivere meglio, ecco perché

Come imparare qualcosa dall’opera di Pirandello, in particolare da Uno, nessuno e centomila che la regista Pizzi ha adattato per il teatro ed Enrico Lo Verso ha interpretato

Ho avuto la fortuna di leggere Pirandello in fasi particolari della mia vita, quelle di passaggio, in cui alcune convinzioni del passato mi sono apparse per quelle che erano: illusioni. Pirandello mi ha accompagnato in questo delicatissimo percorso e pur affondando il colpo, mi ha aiutato. Dunque è proprio così, mi dicevo, questa è la vita. Che il premio Nobel siciliano non si stanca mai di scomporre, destabilizzando ogni fragile certezza. Uno, nessuno e centomila è la sua opera che più di tutte riesce in questa frantumazione. Il romanzo racchiude l’intera poetica di Pirandello e, vista la sua forma quasi monologante, si presta all’adattamento teatrale, come quello scritto e diretto da Alessandra Pizzi, interpretato da Enrico Lo Verso e andato in scena al Castello svevo di Cosenza.

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Enrico Lo Verso

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Paolini: “Serve una rivoluzione tascabile, dobbiamo disobbedire”

Marco Paolini racconta il rapporto con la tecnologia in una conferenza-monologo al Teatro Auditorium dell’Unical

Dice che dovremmo compiere azioni di disobbedienza civile, che dovremmo tornare a mescolarci, a formare gruppi eterogenei e trovarci in luoghi reali per fare cose concrete. Lo dice uno come Marco Paolini che ha lavorato spesso e volentieri in solitaria, così facendo anche autocritica. Del resto, ce ne vorrebbe davvero tanta per mettere in pratica le azioni di resistenza proposte dall’attore e narratore sul palco del Teatro Auditorium dell’Università della Calabria.

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Marco Paolini al Tau

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Amelio e La Tenerezza, “Il mio finale era più cattivo”

Il regista Amelio presenta il nuovo film al cinema Modernissimo di Cosenza, tra aneddoti e retroscena

Ci sono reticenze e rimossi che si stratificano al punto da acquisire una specie di consistenza, quella delle barriere mentali che spesso costruiamo tra noi e i nostri cari. La tenerezza è allora una forma di resa ai sentimenti, un abbandono salvifico. Tanto da dare il titolo al nuovo film di Gianni Amelio, quello forse più introspettivo della sua carriera cinematografica eppure non meno urgente degli altri, più vicini alle tematiche neorealiste. “Per me la tenerezza è un auspicio, una speranza”, racconta durante l’incontro col pubblico al cinema Modernissimo di Cosenza.

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Gianni Amelio e la giornalista Raffaella Salamina

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Gay pride a Cosenza, Cirinnà è la madrina

Il primo gay pride di Cosenza parte l’8 maggio con una giornata dedicata ai diritti e la partecipazione della senatrice che ha firmato la legge sulle unioni civili. Parata finale il primo luglio

Anche Cosenza avrà il suo gay pride, con madrina d’eccezione Monica Cirinnà, firmataria della prima legge sulle unioni civili in Italia varata nel 2016. In attesa della parata finale del primo luglio, la prima manifestazione dell’orgoglio omosessuale nella città dei bruzi avrà ufficialmente inizio lunedì 8 maggio con una giornata dedicata ai diritti.

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La senatrice Monica Cirinnà

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Primavera in scena, il programma del festival di Castrovillari

Primavera dei teatri si svolgerà dal 30 maggio al 4 giugno. In anteprima nazionale, tra gli altri, Roberto Latini e Babilonia Teatri

Primavera dei Teatri, festival sui nuovi linguaggi della scena contemporanea, quest’anno giunge alla diciottesima edizione e si svolgerà dal 30 maggio al 4 giugno a Castrovillari (Cs), borgo ai piedi del Pollino. Lo storico Festival organizzato da Scena Verticale, con la direzione artistica di Saverio La Ruina e Dario De Luca e quella organizzativa di Settimio Pisano, fa da vetrina ad artisti emergenti, rivolgendo il proprio sguardo alla nuova drammaturgia e alle compagnie di recentissima formazione.

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La conferenza stampa di presentazione del festival

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