Con Pueblo, Celestini ricrea le vite degli invisibili

L’attore e regista racconta in Pueblo storie di marginalità, a cui l’immaginazione restituisce una bellezza feroce e lieve

Vite contenute tra un supermercato, un parcheggio e un magazzino. Vite ai margini, su cui di solito lo sguardo si posa distrattamente, magari con fastidio, spesso con noncuranza. Le guardiamo, ma non le pensiamo. Per quello occorre uno sforzo di immaginazione, ci vuole un poeta. Altrimenti si è solo guardoni. Da questo scarto, da questo punto di vista, parte il racconto di Ascanio Celestini, che con Pueblo restituisce dignità umana a chi, per molti, non ne ha.

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