Incendi, non chiamiamo piromane chi li appicca

Il dramma degli incendi e il vizio linguistico come forma di rimozione collettiva. Sogniamo giustizia e immaginiamo punizioni dantesche

Che dolore vedere i terreni anneriti, gli alberi carbonizzati e scheletriti. E il fumo alzarsi, ancora e ancora. L’estate più calda e quella più violenta. Perché di violenza si tratta. Gli incendi appiccati in tutt’Italia hanno raggiunto il proprio acme in Calabria, nella provincia di Cosenza in particolare, che continua a bruciare. Chi li ha accesi ha ucciso persone, animali, boschi, ha terrorizzato chi si trovava nelle abitazioni lambite dalle fiamme, mentre agli altri non restava che masticare rabbia e sentirsi impotente. Come me. La mia, di rabbia, è anche per quella scivolosa rimozione collettiva che porta a definire piromani questi criminali. Un vizio linguistico di molti colleghi giornalisti. Come se, puntualmente, ogni estate, un esercito di matti e repressi desse sfogo alle proprie ossessioni.

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Canadair in azione in Calabria (foto Massimiliano Palumbo – Technostorie.com)

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Cinema “invisibile”: una rassegna di cose mai viste

Al cinema Garden di Rende parte La punta dell’iceberg, organizzata dal Cineforum Falsomovimento di Rovito: film d’autore, mai usciti a Cosenza e provincia

Chi ama il cinema e vive in una città di provincia ha spesso vita dura, perché costretto a vedere occhieggiare dalle locandine dei film, spesso e volentieri, solo titoli di blockbuster. Per questo chi abita a Cosenza e dintorni non può perdersi la rassegna cinematografica La punta dell’iceberg, un’ipotesi di cinema invisibile organizzata dal Cineforum Falso Movimento di Rovito e dal cinema Garden di Rende. Al via mercoledì 22 marzo.

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Una scena di “E’ solo la fine del mondo”

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Brunori: “Quel geometra in me con la mania del controllo”

Continua il viaggio di Tempodilettura tra le fissazioni degli artisti. Quella di Brunori ha a che fare coi fogli di lavoro Google, con cui ha incasellato anche i brani del nuovo album, A casa tutto bene

C’è un filo che lega le manie e le paure e Dario Brunori lo sa bene. Ci sono fissazioni a cui non sappiamo, o non vogliamo, rinunciare. Perché sono maledettamente rassicuranti. Nel suo nuovo, emozionante album, A casa tutto bene, Brunori Sas affronta le ansie individuali e collettive, in un costante dialogo interiore tra il suo lato casalingo, timoroso e pigro, e quello più avventuroso e intraprendente, attratto dalla frenesia della vita metropolitana. Nella vita come nel disco, convivono la dimensione della provincia, quella di Cosenza, del paese natio, Ioggi, e del paese di residenza, San Fili, e la dimensione di una grande città come Milano.Brunori valigia Continua a leggere