Amelio e La Tenerezza, “Il mio finale era più cattivo”

Il regista Amelio presenta il nuovo film al cinema Modernissimo di Cosenza, tra aneddoti e retroscena

Ci sono reticenze e rimossi che si stratificano al punto da acquisire una specie di consistenza, quella delle barriere mentali che spesso costruiamo tra noi e i nostri cari. La tenerezza è allora una forma di resa ai sentimenti, un abbandono salvifico. Tanto da dare il titolo al nuovo film di Gianni Amelio, quello forse più introspettivo della sua carriera cinematografica eppure non meno urgente degli altri, più vicini alle tematiche neorealiste. “Per me la tenerezza è un auspicio, una speranza”, racconta durante l’incontro col pubblico al cinema Modernissimo di Cosenza.

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Gianni Amelio e la giornalista Raffaella Salamina

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