A Ciambra e gli invisibili di Gioia Tauro, una formazione al contrario

A Ciambra di Carpignano è tornato al cinema. Il film racconta un’umanità degradata ma piena di vita. Da non perdere

A Ciambra ha innanzitutto il merito di rovesciare il concetto di marginalità, di prendere un gruppo di invisibili, quelli che di solito la società vorrebbe rimuovere dalla propria coscienza, e renderlo protagonista. Il film di Jonas Carpignano, però, compie un altro rovesciamento. Nel raccontare la storia del giovane Pio Amato, piccolo rom del quartiere di Gioia Tauro (che somiglia quasi a una favela brasiliana), ribalta il concetto di “formazione”.ciambra Continua a leggere

“A Ciambra, film che divide”. Intervista al regista Carpignano

A Ciambra, ambientato a Gioia Tauro, è stato selezionato per rappresentare l’Italia agli Oscar. Storia di una comunità rom e di un bambino cresciuto troppo in fretta

Il suo telefono non gli dà tregua. “Forse solo quando smetteranno di chiamarmi riuscirò a rendermi conto di quello che sta succedendo”. Jonas Carpignano è stato selezionato per rappresentare l’Italia agli Oscar col suo film A Ciambra, a dicembre la decisione finale. Trentatré anni, padre italiano e madre afro-americana, ha vissuto tra Roma e New York e da sette si è trasferito a Gioia Tauro, in Calabria, dove è ambientato questo nuovo lungometraggio che porta il nome del quartiere in cui vive da anni una comunità rom. Al centro del film, le peripezie del piccolo Pio Amato, bambino già adulto, che già compariva in A Chjana, cortometraggio sulla rivolta degli immigrati a Rosarno, e in Mediterranea, primo lungometraggio di Carpignano. A Ciambra vanta un produttore esecutivo come Martin Scorsese e ha già conquistato il premio Europa Label al Festival di Cannes.

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Jonas Carpignano (a sinistra) nel quartiere della Ciambra

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