De André, ritratto riuscito di un uomo complesso

Il film Principe libero racconta la vita del cantautore genovese con grande equilibrio. Merito anche del talento di Marinelli

Quando la mitizzazione viene sfiorata, ci pensa l’ironia dissacrante che fu di Fabrizio De André a smorzarne i toni. Ma Principe libero, film biografico diretto da Luca Facchini e scritto da Giordano Meacci e Francesca Serafini (con la supervisione di Dori Ghezzi), va oltre e restituisce un ritratto molto umano di Faber, in cui i vizi e le debolezze dell’uomo si impastano col talento dell’artista e con la musica, altra protagonista del film.

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Luca Marinelli in una scena di Principe libero

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Il Padre d’Italia, essere genitori al di là degli stereotipi

Il Padre d’Italia di Fabio Mollo racconta con delicatezza omogenitorialità e maternità, fuori dai luoghi comuni. Con due attori di talento: Luca Marinelli e Isabella Ragonese

Ci vuole coraggio anche per sognare, se hai un dolore a opprimerti il cuore, se la realtà circostante è prodiga di brutture. Prima di cominciare il suo viaggio, Paolo è un uomo a metà, prigioniero delle proprie paure. Quelle comuni alla generazione dei trenta-quarantenni che nel nuovo film di Fabio Mollo, Il padre d’Italia, possono facilmente identificarsi. Anche Mia, la protagonista femminile, è una donna irrisolta. Senonché il loro incontro sarà per entrambi l’inizio di un percorso verso una nuova consapevolezza. I due impareranno a prendersi cura l’uno dell’altra e quindi ad amarsi, nel senso più autentico del termine.

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Luca Marinelli e Isabella Ragonese

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