Filumena è Filumena: intensa, emozionante e cinematografica

Filumena Marturano inaugura con successo la stagione del Teatro Auditorium dell’Unical. La regista Cavani si rifà alla tradizione filmica della commedia. La protagonista, Mariangela D’Abbraccio, ricorda la Loren

È sempre difficile confrontarsi con un classico del teatro del Novecento, con un’opera di grande successo di pubblico e di critica che sia anche abbastanza vicina nel tempo, e con cui si sono misurati mostri sacri della recitazione e della regia. Difficile non solo per i nuovi artisti che devono interpretare e dirigere, presumibilmente colti da un certo timore reverenziale, ma anche per il pubblico, che inevitabilmente sarà portato a paragonare il presente col passato. Un passato che, nel caso di un capolavoro come Filumena Marturano, assume il peso di una responsabilità. Che si sostiene, in genere, in due modi: entrando in punta di piedi, nel rispetto dei numi tutelari di quel passato glorioso, o con spavalderia e audacia, assumendosi notevoli licenze. Sceglie il rispetto della tradizione, ma quella cinematografica, la nuova versione della celebre commedia di Eduardo De Filippo che ha inaugurato con successo la nuova stagione del Teatro Auditorium dell’Università della Calabria.

filumena

Mariangela D’Abbraccio e Geppy Gleijeses

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