Nome di donna, film manifesto contro le molestie sul lavoro

L’ultimo lavoro di Marco Tullio Giordana pone l’accento su un certo tipo di mentalità che tende a rendere labile il confine tra sopruso e avances

Marco Tullio Giordana ci ha abituato ai suoi eroi normali, persone comuni che combattono contro un sistema di potere, nel nome di un irrinunciabile ideale di giustizia. Nome di donna si aggiunge, così, a film come I cento passi, Lea, La meglio gioventù, impregnati di impegno civile. La sua protagonista, Nina, non combatte contro la mafia ma contro un sistema patriarcale che ritiene normale il ricatto sessuale. “Ora si chiamano molestie, un tempo si chiamavano complimenti” è la frase emblematica del film, pronunciata da una donna, a sottolineare il cortocircuito culturale per cui un abuso viene non solo accettato, ma addirittura difeso dalla vittima stessa.

Nomedidonna

Cristiana Capotondi

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