Lo spettacolo totale di Waters, senza tempo e resistente

Al Circo Massimo di Roma l’evento multimediale ha attirato vecchi e nuovi fan, tra desiderio di infinito e voglia di restare umani

I Pink Floyd hanno dato voce e suono e immagine ai nostri peggiori incubi, alle inquietudini giovanili, al senso di estraniazione, allo spettro della follia, a quelle assenze che pesano più delle presenze. Regalandoci, in qualche modo, anche un senso d’appartenenza. Amare i Pink Floyd è pure sentirsi parte di un gruppo. E Roger Waters è stato il regista di quella fase pervasiva della band inglese, che aveva abbandonato la psichedelia ormai fuori controllo di Barrett per abbracciare la “quieta disperazione” che si annida nelle case e si cela dietro l’ordinario. E che ha conquistato, nel corso degli anni, milioni di ammiratori.

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Roger Waters al Circo Massimo (dal sito di Repubblica)

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