Brunori: “Quel geometra in me con la mania del controllo”

Continua il viaggio di Tempodilettura tra le fissazioni degli artisti. Quella di Brunori ha a che fare coi fogli di lavoro Google, con cui ha incasellato anche i brani del nuovo album, A casa tutto bene

C’è un filo che lega le manie e le paure e Dario Brunori lo sa bene. Ci sono fissazioni a cui non sappiamo, o non vogliamo, rinunciare. Perché sono maledettamente rassicuranti. Nel suo nuovo, emozionante album, A casa tutto bene, Brunori Sas affronta le ansie individuali e collettive, in un costante dialogo interiore tra il suo lato casalingo, timoroso e pigro, e quello più avventuroso e intraprendente, attratto dalla frenesia della vita metropolitana. Nella vita come nel disco, convivono la dimensione della provincia, quella di Cosenza, del paese natio, Ioggi, e del paese di residenza, San Fili, e la dimensione di una grande città come Milano.Brunori valigia

Del maniaco del controllo, ovvero del “geometra”

Ma non sono le uniche contraddizioni che abitano l’affollata mente del talentuoso cantautore. Insieme al creativo, all’artista, all’intellettuale, c’è un piccolo maniaco del controllo, “un geometra” come lo definisce col solito piglio ironico lo stesso Brunori. Che programma metodicamente ogni giornata di prove, che schematizza tra ascisse e coordinate ogni brano, utilizzando Google Spreadsheets e Google Calendar, i fogli di lavoro e il calendario. “Negli ultimi anni si è sviluppata in maniera preoccupante, quindi posso tranquillamente definirla una mania quella della pianificazione e del controllo. Incasello le varie attività da fare e anche le canzoni”.Brunori divano

Come ti schematizzo una canzone

Prendi La vita liquida, il brano che cita la teoria sociologica di Bauman. Sul foglio Google compaiono, sulla linea verticale, i nomi (e i nomignoli) dei musicisti della sua band: “Lerme” (Massimo Palermo), Stefano (Amato), “Dello” (Dario Della Rossa), Mirko (Onofrio) e Simona (Marrazzo); sulla linea orizzontale si leggono le diverse parti della canzone: intro, strofa 1, strofa 2, coro oh-oh-oh, coro pa-pa-pa. Con l’indicazione degli strumenti suonati e della parte eseguita da ogni musicista. “La gestione di un disco e di un lavoro di gruppo necessita di un certo tipo di organizzazione che potrei delegare ma mi dà piacere farlo. C’è un ragioniere dentro di me che fa da contraltare alla parte artistica”.

I voli pindarici di Brunori

A volte una mania nasce come una sorta di compensazione, per distribuire meglio il peso quando il piatto della bilancia pende troppo da un lato. “Questa fissazione viene dal fatto che sono sempre stato molto distratto. Una volta ho perso una bicicletta perché mi ero scordato dove l’avevo lasciata, quando mi sono ricordato dopo tre giorni, me l’avevano rubata. Pianificare e controllare è un modo per sopperire a questa distrazione e al disordine mentale che mi porto dietro, perché faccio spesso voli pindarici”.Brunori Schema

Come un salvagente

Una mania è come aggrapparsi a un salvagente in mezzo al mare agitato, un piccolo luogo confortevole che ci fa sentire al sicuro. “Utilizzare i fogli Google mi dà l’idea che ce la posso fare, ho sempre come una sensazione di sottofondo di una catastrofe imminente che non mi permetterà di realizzare quella determinata cosa. Quello che devo fare è tutto confuso nella mia mente e mi mette agitazione, mi sembra una montagna enorme, poi quando lo metto sul foglio si ridimensiona”.

Il pianificatore domestico

Una mania del controllo che s’insinua anche nella vita di tutti i giorni. “Utilizzo i fogli Google anche per altre attività, tipo i regali di Natale, perché temo di dimenticare qualcuno e di sentirmi dopo in colpa e quindi sono anche il pianificatore dell’attività domestica”. Alcune fissazioni sono legate proprio all’immagine della casa, quella che entra nel titolo del quarto album di Brunori, il più maturo e impegnato, a simboleggiare una chiusura rispetto al mondo, all’altro da sé, all’insondabile. “Quando parlo al telefono, cammino sempre facendo il perimetro di una casa oppure la disegno con le dite. La casa la faccio anche col corpo, spesso contraggo i muscoli facendo una casa, chiappa destra, spalla destra, testa, spalla sinistra, chiappa sinistra”.Brunori Stereo

Le manie dell’Uomo nero

Le manie entrano anche in alcuni pezzi di A casa tutto bene, prodotto dall’etichetta discografica di Brunori, Picicca Dischi, e dal maestro Taketo Gohara, e registrato in un’antica masseria a San Marco Argentano (Cs). Entrano, ad esempio, nel brano L’uomo nero, uno dei più politici del disco, in cui il mostruoso protagonista “parla ancora di razza pura, di razza ariana ma poi spesso è un po’ meno ortodosso quando si tratta di una puttana”. L’uomo nero, infatti, è anche “un maniaco della famiglia, soprattutto quella cristiana”. “Sicuramente un atteggiamento maniacale nasce da una forma di ansia – dice Brunori – dalla paura dell’imprevisto, che si vorrebbe controllare, però molto dipende anche dal tipo di memoria e dalla cultura che hai”.Brunori cellulare

Memorie di Brunori

Memoria e cultura sono entrambe strutture che procedono per stratificazione, di eventi e ricordi, di saperi e opinioni. “Molte delle mie paure dipendono anche dalla memoria di un passato che a volte pesa più di quanto dovrebbe sulla mia visione del mondo. Se non avessi avuto due o tre eventi traumatici legati alla mia distrazione, alla mia superficialità nel non prevedere una cosa e nel non gestirla, non sarei così. Ma molto dipende anche dal retaggio culturale, come ne L’uomo nero. A casa tutto bene parla di questo. Siamo indotti a restare chiusi in casa al riparo da ciò che ci spaventa, a volte in modo strumentale da parte di chi su questo ci gioca tutta una serie di politiche”.Brunori scrivania

Fuori di casa

Fortuna che Brunori dalla casa è uscito e di strada ne ha fatta, dando anche prova del suo eclettismo. Dopo aver esordito col Volume 1, disco di eleganti e ironiche ballate sentimentali che gli è valso il Premio Ciampi, ha proseguito con altri due dischi, si è cimentato coi monologhi teatrali e poi con un documentario sulla provincia italiana, andato in onda su La Effe, con la partecipazione di Neri Marcorè. Per presentare A casa tutto bene, ha scritto una sorta di reportage intimista per il magazine del Sole 24 ore, raccontando come l’idea del disco sia nata durante il suo viaggio nel temutissimo Aspromonte, evocatore di rituali malavitosi.

Manie di grandezza

Per il nuovo disco Brunori si è fatto meno ironico e più mordace, ma è anche diventato sceneggiatore del video di La verità, il brano rimbalzato su tutte le radio italiane. Ha organizzato una serie di incontri negli atenei e quello all’Università della Calabria lo ha tenuto nello stesso giorno in cui lì Mattarella inaugurava l’anno accademico. Manie di grandezza? “Sicuramente. Anzi, Mattarella mi ha chiesto se potevo spostare l’incontro al pomeriggio, perché avrei dovuto farlo pure io di mattina: ‘Dario, per favore, sennò non ci viene gente da me’, mi ha detto e io ho acconsentito. Quindi non escludo la possibilità di un discorso di fine anno, visto il mio delirio d’onnipotenza”.Brunori disco

I progetti di Brunori

Battuta sempre pronta, Brunori già pensa a nuove forme artistiche da sperimentare. “Mi piacerebbe continuare a lavorare per i video, scrivere un film o una serie tv, sono un grande appassionato di serie tv. Mi attira molto il mondo dei fumetti, vorrei partire da un’idea e raccontare una storia da poter declinare in tante forme, dal fumetto, allo spettacolo teatrale, alla canzone, in modo da ottenere il massimo profitto col minimo sforzo”. Che burlone questo Brunori.Brunori tv

Il tour e gli strumenti antichi

Intanto il 24 febbraio è partito il suo tour da Udine e si concluderà il 24 aprile a Genova, registrando già il tutto esaurito in sette città, compresa la sua Cosenza, dove sono andate sold out entrambe le date del 29 e 30 marzo. Dal vivo sarà interessante ascoltare anche una serie di strumenti antichi inseriti nel disco. “Li abbiamo trovati in una soffitta che stavano svuotando nel borgo di Fiumefreddo (Cs): sono due mandole, un mandolino, un violino e una chitarra elettrica anni 50. Quando abbiamo cominciato a suonare le mandole, ci siamo accorti che avevano un suono molto particolare, sembrava più legato al folk americano che alla tradizione calabrese e le abbiamo inserite nel disco. La chitarra elettrica, poi, sembrava un dobro”.

Il messaggio finale

Un’altra particolarità di A casa tutto bene è il coro di bambini inserito nel brano Il costume del torero. “Ci sono nipotini miei e di Mirko Onofrio, ma anche bambini del Rinacchio, una zona di San Fili”. Il pezzo racchiude il messaggio più positivo del disco. Perché magari la vita fa schifo, ma “non sarò mai abbastanza cinico da smettere di credere che il mondo possa essere migliore di così”.

Simona Negrelli

foto di Massimiliano Palumbo

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