Cauteruccio: omaggio alla Madonna del Pilerio e all’allattamento

Il regista Cauteruccio ha costruito una performance per la patrona di Cosenza nel Duomo della città, affiancato da un gruppo di mamme che allattavano i figli

Giancarlo Cauteruccio è apparso alla Madonna del Pilerio, verrebbe da dire, giocando col titolo dell’autobiografia di Carmelo Bene. E forse il gioco non è così azzardato. Il regista e attore della storica compagnia Krypton ha dato vita a una performance creata appositamente per la cattedrale di Cosenza, per omaggiare la patrona della città. Ha declamato versi propri e quelli dello scrittore di Acri, Vincenzo Padula, affiancato dalla cantante Laura Marchianò, campeggiando nell’abside dell’altare, tra un ensemble di musicisti del conservatorio Giacomantonio di Cosenza e un gruppo di mamme in fila che allattavano i propri bambini. Tutti immersi in un’architettura luminosa, creata da Massimo Bevacqua, mentre lì accanto la grande statua della protettrice della città dei bruzi, coi ceri accesi dai devoti, si preparava per la processione del 12 febbraio.Giancarlo Cauteruccio

La Madonna del latte

Una performance costruita su misura. “Voglio realizzare dei progetti unici e irripetibili, mi piace lavorare nei luoghi”, spiega Cauteruccio. Una performance incentrata sull’idea di maternità. “La Madonna del Pilerio è una Madonna del latte, quando mi hanno chiesto di realizzare questo omaggio ho subito pensato alla madre, ma anche al mio rapporto con la lingua madre e la madre terra”.

Il Comune e le associazioni di mamme

La performance è stata commissionata dal Comune di Cosenza, con l’adesione di tre associazioni: Banca del latte, Gocce di latte e Mamma che mamme! Visto che l’icona raffigura la Madonna del Pilerio nell’atto di porgere il seno al figlio (per questo è definita “galactotrofusa”), è stata presa come simbolo del libero allattamento materno nei luoghi pubblici, dopo che uno dei gesti più naturali del mondo era stato impedito a una mamma in un ufficio postale di Biella. Sabato 11, tra l’altro, è stata la giornata scelta per un flash mob in 50 città italiane (tra cui anche Cosenza, Trebisacce, Catanzaro) per dire che l’allattamento è Ovunque lo desideri.

Dalle origini al Teatro Studio

Per Cauteruccio la madre è anche la Calabria e la sua lingua. Lui, infatti, è originario di Marano (Cs) ma si è trasferito giovanissimo a Firenze, dove ha fondato la sua compagnia, e dove, nel comune di Scandicci, per 25 anni ha gestito il Teatro Studio con un progetto di residenza, produzione e formazione. Poi il taglio di 51.000 euro, stabilito dal decreto ministeriale del 2015, ha di fatto messo fine a quella stagione feconda e il Teatro Studio è finito sotto la gestione del Teatro nazionale della Toscana, con cui Cauteruccio collabora come regista.Giancarlo Cauteruccio 2

Il legame con la Calabria

Il suo legame con la terra natia, comunque, non si è mai interrotto. Cauteruccio ha utilizzato il calabrese in molti dei suoi spettacoli, come quelli su Beckett. In lingua calabrese sono i suoi versi in onore d’A Madonna di Pilieri (ripresi poi dal vescovo durante l’omelia), così come i versi dialettali del poema La notte di Natale, di Vincenzo Padula, letto durante la performance e già citato nella sua messinscena della Medea di Alvaro. “Ho voluto sottolineare sia l’immanenza che la trascendenza della Madonna-madre. Parto dall’arcaicità dell’icona per arrivare alla figura della madre, da cui non dobbiamo aspettarci miracoli ma insegnamenti, attraverso i quali ci aiuti a ricostruire la famiglia come nucleo della società”.

La Spagna omaggia Cauteruccio

Intanto il regista di Krypton guarda avanti. Il Museo dell’immagine e del contemporaneo di Valencia, in Spagna, dedica a lui, unico italiano presente, una mostra dinamica e immersiva, dal titolo Teatro Immagine. “Per me l’immagine è sempre stata un elemento fondamentale, drammaturgico, non semplice decorazione”. Un sistema di multiproiezione video metterà insieme centinaia di immagini dei suoi spettacoli, creando una grande installazione visuale, visitabile dal 22 febbraio al 27 marzo.

I nuovi lavori

Mentre sta lavorando alla distribuzione della sua Eneide, con musiche dal vivo dei Litfiba, messa in scena nuovamente dopo vent’anni dal suo debutto, Cauteruccio prepara uno spettacolo laboratorio sulla Tempesta di Shakespeare, prodotto dal Teatro della Toscana, che si svilupperà nel liceo Galileo di Firenze, riprendendo la messinscena storica, con musiche originali di Marco Messina e Meg dei 99 Posse. In cantiere c’è anche uno spettacolo su Beckett all’Accademia di Belle Arti di Perugia. Mentre nel cassetto conserva uno studio su Tommaso Campanella, tratto dall’apologia di Galileo, e un Amleto in calabrese, Ammileto l’obbbeso. Sperando che vedano presto la luce.

Simona Negrelli

 

 

 

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