I Coleman, la famiglia disfunzionale rifugio dalla crisi

“Il caso della famiglia Coleman” di Tolcachir apre con successo la stagione del Teatro Auditorium dell’Università della Calabria

Un modesto interno domestico, una famiglia fortemente scombinata. Il nucleo drammatico de Il caso della famiglia Coleman è tutto qui, nel condensare un groviglio emotivo conflittuale e caotico in uno spazio asfittico e malmesso, in una quotidianità misera. Il dramma potrebbe sfociare nella tragedia ma protende verso la commedia nera, restando sospeso in un limbo di incosciente leggerezza. Lo spettacolo, scritto e diretto da Claudio Tolcachir e andato in scena al Teatro Auditorium dell’Università della Calabria, è ormai un classico del teatro contemporaneo. Dall’Argentina della crisi economica, ha calcato i palchi di mezzo mondo, portando alla ribalta la nuova scena di Buenos Aires che, a cominciare da Spregelburd, ha fatto scuola.coleman

L’auto-reclusione domestica

È interessante constatare come una delle peggiori crisi economiche di tutti i tempi abbia prodotto opere spesso incentrate sulla famiglia disfunzionale (vedi anche Lucido di Spregelburd), come lo sfacelo della società contemporanea conduca paradossalmente a un ripiegamento su se stessi, a un’auto-reclusione domestica. Tolcachir, del resto, per sopperire alla mancanza di finanziamenti, ha trasformato il proprio appartamento in periferia in un teatro e la caotica quotidianità familiare è diventata il tema centrale delle sue opere. Una tendenza accolta anche in Italia, anch’essa duramente colpita dalla crisi. Basti pensare, ad esempio, a uno spettacolo come Thanks for vaselina della Carrozzeria Orfeo e alla sua famiglia disadattata e grottesca. Il teatro Argentina di Roma, poi, al tema della famiglia ha dedicato una sezione della sua nuova stagione.

Gli strani rapporti dei Coleman

La famiglia Coleman è composta da una nonna, una figlia e quattro nipoti, avuti da uomini diversi. I rapporti sono sovvertiti: la nonna funge da madre, la madre si comporta come una bambina in cerca di accudimento e la figlia è l’unica che lavora e mantiene tutti. I padri sono tutti assenti ma la loro assenza pesa più di una presenza, si avverte nei traumi lasciati in eredità. Gli spazi vuoti, le sospensioni create dal non detto, hanno anche una funzione drammaturgica fondamentale, permettono di creare l’equilibrio tra dramma e commedia. Il pubblico intuisce la violenza e la dissoluzione dei rapporti familiari ma è portato a restare in superficie. Meglio non sapere.coleman 2

Il ritmo sopperisce alla traduzione

Il caso della famiglia Coleman è in lingua originale con sopra-titoli in italiano e nella traduzione molto sintetica certe sottigliezze umoristiche del testo si perdono. Ma resta tutto il ritmo serrato delle interazioni tra corpi, le accurate caratterizzazioni dei personaggi, rese da un gruppo di attori straordinario, che rendono quasi superflua la regia. Un’anteprima di stagione del Tau di qualità e molto apprezzato dal pubblico.

Simona Negrelli

Il caso della famiglia Coleman 

scritto e diretto da Claudio Tolcachir
con Cristina Maresca, Miriam Odorico, Inda Lavalle, Fernando Sala, Tamara Kiper, Diego Faturos, Gonzalo Ruiz, Jorge Castaño

 

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