De André, ritratto riuscito di un uomo complesso

Il film Principe libero racconta la vita del cantautore genovese con grande equilibrio. Merito anche del talento di Marinelli

Quando la mitizzazione viene sfiorata, ci pensa l’ironia dissacrante che fu di Fabrizio De André a smorzarne i toni. Ma Principe libero, film biografico diretto da Luca Facchini e scritto da Giordano Meacci e Francesca Serafini (con la supervisione di Dori Ghezzi), va oltre e restituisce un ritratto molto umano di Faber, in cui i vizi e le debolezze dell’uomo si impastano col talento dell’artista e con la musica, altra protagonista del film.

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Luca Marinelli in una scena di Principe libero

Le contraddizioni di De André

È impossibile distinguere il poeta che diede voce agli ultimi dal cliente di prostitute, l’autore dall’alcolista, l’anarchico dal rampollo dell’alta borghesia (il titolo del film riassume proprio questa contraddizione), il marito innamorato dal seduttore incallito, il genio dall’insicuro terrorizzato dal palcoscenico. Merito senza dubbio della scrittura equilibrata, di dialoghi mai scontati (gli sceneggiatori sono anche autori di una raccolta di saggi su De André) e di una regia sobria, ma più di tutto del grande talento dell’attore protagonista.

Le canzoni di Marinelli

Luca Marinelli incarna perfettamente il carisma di De André pur non cercando di somigliargli. Interpreta, non rappresenta. E lo fa stando sempre un passo di lato, come quando ricanta le canzoni di Faber, parte preponderante del racconto, di cui a volte sottolineano gli eventi salienti. Così, “La canzone dell’amore perduto” sancisce la fine del matrimonio con Puny (Elena Radonicich) e “Se ti tagliassero a pezzetti” pone l’accento sulla solidità del legame con Dori Ghezzi. “La canzone di Marinella”, concepita dopo aver letto la notizia di una prostituta uccisa e poi cantata da Mina, segna l’inizio della fama di De André. Il film ne ripercorre la vita e la carriera fino alla preproduzione dell’album “Le Nuvole” e al matrimonio con Dori Ghezzi, rappresentata come compagna adorante e assolutamente comprensiva. Nei suoi panni Valentina Bellè, con cui Marinelli aveva già fatto coppia nel film dei Taviani, Una questione privata.

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Luca Marinelli e Valentina Bellè

Il potere delle parole

Su tutto domina la cura del verso, la ricerca costante delle parole giuste, nella convinzione del loro potere salvifico. Anche nel nome dell’amore per la scrittura, della devozione per l’arte, sono nate amicizie e collaborazioni, come quella con il poeta Riccardo Mannerini, con cui De André scrisse l’album del 1968 Senza orario senza bandiera. O come l’amicizia con Luigi Tenco e quella, fondamentale, con Paolo Villaggio (interpretato da un bravissimo Gianluca Gobbi)

Un film per la tv

Se c’è una sproporzione nell’economia del film è nell’eccessiva presenza del padre (l’ottimo Ennio Fantastichini) e nella quasi totale assenza della figlia Luvi, avuta dal secondo matrimonio. Anche l’episodio del rapimento appare troppo dilatato ed edulcorato. Ma la narrazione degli eventi, che prende le mosse dagli anni dell’adolescenza di De André, è stata adattata alle esigenze televisive. Il film, infatti, in evento straordinario al cinema per due sole giornate, è stato concepito per la tv e sarà trasmesso sulla Rai in due puntate, il 13 e 14 febbraio.

Simona Negrelli

(visto al cinema Citrigno di Cosenza)

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