Festival del fumetto di Cosenza, strisce dell’altro mondo

Parte Le strade del paesaggio, con Santamaria ospite. Spazio al fumetto, incontro con gli autori di Lercio e un laboratorio coi disegnatori di Charlie Hebdo.

C’è tanta roba a Le Strade del paesaggio, abbastanza da soddisfare i gusti di tutti. O, quanto meno, a solleticarli. La nuova edizione del festival del fumetto di Cosenza, la decima, parte venerdì 23, animando Museo del fumetto, teatro Rendano e Villa Vecchia. Ci saranno mostre (visitabili fino al 9 ottobre), gare di cosplayer e una serie di incontri con maestri e nuove leve delle “strisce”, anche sul web. Con autori che hanno trasformato il proprio umorismo in un successo da misurare in milioni di visualizzazioni su internet e condivisioni sui social, come quelli di Lercio, il sito di finte notizie che sfotte il cattivo giornalismo. Con disegnatori satirici tra i più controversi del momento, come quelli di Charlie Hebdo, che terranno un laboratorio di satira.

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Una delle opere di Hrjoe per il Museo del fumetto

Gli incontri si susseguono fino a domenica 25, giorno in cui si terrà la cerimonia di consegna del premio Andrea Pazienza che quest’anno sarà ritirato, tra gli altri, da Claudio Santamaria per il miglior film tratto da un fumetto, Lo chiamavano Jeeg Robot. L’attore è legato all’universo immaginifico di Pazienza dai tempi in cui interpretò lo studente fancazzista Penthotal nel film Paz!. Domenica ne approfitterà per presentare nella città dei bruzi il suo nuovo film, stavolta da regista, The Millionairs, un cortometraggio che sarà girato interamente nel Parco del Pollino, tra Calabria e Basilicata.

Ma ci saranno anche esponenti della controcultura anni 70/80, come Gilbert Shelton, papà dei Freak Brothers, e Vincenzo Sparagna, fondatore della storica rivista Frigidaire. E l’artista indonesiano HrJoe, che si prende gioco dei supereroi fotografandone i modellini in pose imbarazzanti. Poi, ancora, due retrospettive: una per i 25 anni di Nathan Never, l’altra per i 30 di Dylan Dog, oltre all’incontro con Denise Capezza, la Marinella della serie tv Gomorra.

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Luca Scornaienchi con MIlo Manara, ospite della passata edizione del festival

Tanta roba, appunto. Con uno spazio importante dedicato alla satira, alla parodia, all’umorismo, un modo per sottolineare che deve sempre essere possibile farsi beffe del potere e della cultura ufficiale. Luca Scornaienchi, direttore artistico del festival, lo dice chiaramente: “È importante che la satira sia sempre consentita, mentre mi sembra che negli ultimi anni le censure aumentino. Ci teniamo ad avere uno spazio dedicato alla satira proprio per ribadirne la necessità. E non ci saranno solo artisti internazionali come i disegnatori di Charlie Hebdo, ma anche un italiano come Riccardo Mannelli che quest’estate è stato attaccato per la sua vignetta sulla Boschi”.

Mannelli, tra l’altro, riceverà il premio Pazienza proprio come migliore autore satirico. Un riconoscimento che gli tributa il festival del fumetto di Cosenza, finanziato dalla Regione Calabria e ormai apprezzato a livello nazionale. Un risultato mica facile. “La cosa più complicata in questi dieci anni è stata convincere gli artisti a venire a Cosenza, una città di provincia del Sud che loro non conoscevano assolutamente – spiega Scornaienchi – Ma poi, venendo, si sono trovati bene, la voce si è sparsa e ora è più semplice”.

La novità di quest’anno, insieme all’area fiera allestita alla Villa Vecchia, sarà la possibilità di iscriversi a corsi di disegno e fumetto più strutturati, della durata di alcuni mesi. Programma completo su www.lestradedelpaesaggio.com.

Simona Negrelli

 

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