Gatta Cenerentola, una fiaba noir e fantascientifica da non perdere

Il film di animazione di Rak, Cappiello, Guarnieri e Sansone parte dalla Cenerentola di Basile e ne fa un’opera innovativa e visionaria

Gli allergici al romanticismo melenso possono stare tranquilli, in Gatta Cenerentola non ci sono principi azzurri che salvano e sposano fanciulle remissive. C’è la vita, con la sua ferocia e i suoi sogni spesso infranti. E c’è l’amore, ma nel senso più ampio del termine. Di un padre per una figlia, di un amico e, su tutto, per la propria terra. Un amore intriso del dolore nel vedere quella terra usurpata e ferita da un manipolo di criminali, con la complicità di gente “senza dignità”.cenerentola-trailer

La città Cenerentola

La vera Cenerentola è Napoli, la città in cui è ambientato questo capolavoro del cinema d’animazione firmato da Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino GuarnieriDario Sansone. Ma potrebbe essere una qualunque città del Centro-Sud in cui la presenza delle mafie è spavalda e tracotante. O una città del Nord, in cui la criminalità organizzata è ben radicata, solo in maniera più silente e sotterranea. Almeno per ora. Città dall’anima fragile, in cui la bellezza è spesso mortificata, nel nome dell’affarismo, della violenza e del servilismo pavido che ne consegue. I napoletani sono corsi in massa a vedere questo film, presentato al festival di Venezia nella sezione Orizzonti. Ma tutti dovrebbero vederlo perché a tutti parla. Gatta Cenerentola ci costringe a guardarci allo specchio e lo fa con la leggerezza di chi padroneggia con consapevolezza il proprio strumento espressivo.

La trama

In una Napoli distopica, Vittorio Basile, geniale e generoso armatore, realizza il Polo della scienza e della memoria all’interno della nave Megaride, nel porto partenopeo, per dare lustro alla città. Ma lo spietato faccendiere Salvatore Lo Giusto, detto ‘O Re, con la complicità di Angelica, sua amante, oltre che novella sposa di Basile, stronca i sogni e la vita dell’armatore. La piccola Mia, figlia di primo letto di Basile, rimane orfana, in balìa della matrigna e delle sei sorellastre (cinque femmine e un “femminiello”), che le affibbieranno il soprannome di Gatta Cenerentola. Anni dopo, la nave Megaride sarà trasformata in un night club-bordello, tra immondizia e degrado. Tutte le speranze sono riposte in Primo Gemito, ex uomo della scorta di Basile, che tenterà, da infiltrato, di far incriminare Lo Giusto, dedito al traffico internazionale di droga.cenerentola-film-2017

Tra tradizione e modernità

I registi partono dall’omonima fiaba di Giambattista Basile, presente nella raccolta Lo cunto de li cunti (che già aveva ispirato Matteo Garrone per il suo Racconto dei racconti) e dall’opera teatrale di De Simone, per farne qualcosa di nuovo: un film d’animazione musicale, una fiaba contemporanea noir e visionaria, che omaggia la tradizione (da notare il nome del papà di Mia, una combinazione tra Vittorio De Sica, regista legatissimo a Napoli, di cui il disegno animato dell’armatore ricorda le fattezze, e Basile, l’autore della fiaba originaria) ma si ispira agli anime giapponesi e al cinema di fantascienza, da Blade runner a Interstellar.cenerentola-1

Ologrammi e canzoni di denuncia

Tant’è che la magia della fiaba originaria è del tutto assente, sostituita dagli ologrammi creati da Basile per il suo museo (il riferimento è alla città della scienza di Napoli, distrutta in un incendio e ricostruita). Gli ologrammi danno forma a dei ricordi persistenti, che sopravvivono agli eventi come fossero fantasmi e si aggirano per la nave tra uno spettacolo di lap dance e un’esibizione di Lo Giusto, pure cantante neomelodico. La colonna sonora originale, dalle sottolineature emotive, composta da Antonio Fresa e Luigi Scialdone, è un altro gioiellino. Ma è ai testi delle canzoni (scritte, fra gli altri, da Enzo Gragnianiello, Daniele Sepe e Guappecartò) che è affidato il messaggio di denuncia del film. L’amore ci può salvare, a patto di non dimenticare le proprie responsabilità. Non si può “voltar le spalle a tutto il mondo”, direbbe Tenco. Menzione speciale per le voci dei doppiatori (Alessandro Gassman, Maria Pia Calzone, Massimiliano Gallo, Mariano Rigillo, Renato Carpentieri) che aggiungono potenza espressiva al film. Gatta Cenerentola è assolutamente da non perdere.

(visto al cinema Citrigno di Cosenza)

Simona Negrelli

 

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