Lercio: “La satira di Charlie Hebdo ha sbagliato i tempi”

Incontro con Lercio al festival del fumetto di Cosenza. Smiraglia: “In Rai ci hanno censurato. Speriamo di rivedere in tv Luttazzi e Guzzanti”

Lo sporco che fa notizia arriva a Cosenza. La prima giornata del festival del fumetto, Le strade del paesaggio, si è aperta con l’incontro-spettacolo di Lercio, il sito satirico di false notizie che fa il verso alla stampa sensazionalistica, i cui autori si sono formati alla scuola di Luttazzi. Uno di loro, Patrizio Smiraglia, ha improvvisato nella sala Quintieri del teatro Rendano un tg con le news più esilaranti concepite dal collettivo, sempre più seguito dal popolo del web, recentemente premiato e con un libro all’attivo. L’incontro è un’occasione per chiacchierare di satira, politica e giornalismo.

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Il Tg Lercio al Rendano di Cosenza

Ho letto un’intervista che hai rilasciato al sito Mmasciata, in cui hai detto di aver trovato la vignetta di Charlie Hebdo su Amatrice “indelicata”. Mi ha stupito, visto che la morte è uno dei temi principali della satira.

Si può e si deve scherzare sulle tragedie, ma rispettando la sensibilità e aspettando il tempo necessario affinché l’onda emotiva si calmi. Una battuta generica sui terremoti va bene, dicendo che gli italiani muoiono perché i palazzi non sono costruiti come si deve e i lavori vengono appaltati ai mafiosi, però fatta nei giorni della tragedia è inaccettabile perché ci sono ancora persone sotto le macerie.

Però per gli abitanti dei paesi terremotati probabilmente il dolore durerà anni. Quindi la satira sul terremoto non si può fare?

Ogni giorno qualcuno ci chiede di non toccare il Pd, il M5s, il Papa, i vegani, i morti, i marò ecc. Noi cerchiamo di scontentare tutti, ma sempre tenendo conto di una regola: la satira è contro i potenti, mai contro le vittime.

Quindi secondo te Charlie Hebdo ha fatto satira contro le vittime?

L’intento non era denigrare le vittime ma l’Italia e ci sta, ma potevano farlo molto meglio, hanno dovuto fare una vignetta il giorno dopo per spiegarlo, perché non traspare dal disegno e in ogni caso non hanno tenuto conto del tempo necessario per poter ridere di una tragedia. Se la riflessione era quella, poteva essere fatta dopo un mese e sarebbe stata sempre valida. Invece paragonare il sangue dei morti al ragù denota insensibilità.

Lercio ha iniziato sfottendo il cattivo giornalismo e ogni tanto qualcuno annuncia l’imminente morte del mestiere in generale. Che ne pensi?

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Patrizio Smiraglia

Sicuramente ci sono bravi giornalisti, c’è un problema di natura economica per cui le copie cartacee si vendono sempre meno e l’informazione sul web spesso, per acchiappare clic, ricorre a titoli assurdi. Per me bisogna puntare sulla qualità perché alla fine paga nel lungo tempo.

Ultimamente il sindaco di Cosenza ha annunciato di voler portare le Olimpiadi a Sibari (un paese della provincia) e la stampa ha riportato la notizia. Secondo te, quando i politici fanno annunci che sembrano battute, può aumentare la confusione tra notizie vere, le notizie satiriche di Lercio e le bufale vere e proprie?

Prima di Lercio la gente condivideva sui social network notizie di tutti i tipi, sugli ufo, cerchi nel grano, senza chiedersi se quella notizia fosse vera. Da quando girano le nostre notizie, ho notato che la gente ha cominciato ad aprire gli occhi. Poi c’è uno scadimento in generale, nella politica come nella cultura e nell’informazione e spesso i politici si prendono gioco dei cittadini o parlano solo per slogan. In questi anni non si è puntato sulla cultura e ci siamo instupiditi un po’ tutti, io per primo.

Come lo vedi un programma di Lercio in tv, magari con Luttazzi?

Noi abbiamo accettato un invito della Rai per il primo maggio ma poi ci hanno tagliato metà delle battute. Abbiamo ricevuto una proposta da Colorado ma non è il nostro genere. Speriamo, prima di vedere in tv noi che non siamo bravi né pericolosi come Luttazzi, di rivedere in tv lui, insieme a Corrado Guzzanti.

Simona Negrelli

 

 

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