La parità tra i sessi si impara in classe, un progetto alla Gullo di Cosenza

“A scuola con Zazie” prevede l’educazione alla parità di genere, alla sessualità e alla non violenza. E un laboratorio con Lea Melandri

Imparare, in classe, a riconoscere la violenza e a rispettare le differenze. Apprendere, tra una lezione di matematica e una di italiano, a risolvere i conflitti in maniera pacifica e a superare i ruoli per secoli imposti a uomini e donne, arrivando così alla parità di genere. È quello che accadrà all’istituto comprensivo Fausto Gullo di Cosenza e in altre 89 scuole italiane. parità

La violenza si combatte con l’educazione

Finalmente diventa operativo il punto, dedicato all’educazione, del Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere, messo a punto dal ministero per le Pari opportunità e adottato dal governo nel luglio 2015. Era ora. Il punto in questione mira alla parità dei diritti e al cambiamento di una mentalità che ancora continua a mietere vittime, ritenendo la violenza uno strumento educativo o una punizione necessaria. Un cambiamento richiesto anche dalla Convenzione di Istanbul, quella che definisce la violenza contro le donne una “violazione dei diritti umani”. In Italia è stata ratificata nel giugno 2013 ed è entrata in vigore il primo agosto 2014.

I fondi e le scuole coinvolte

Il dipartimento per le Pari opportunità della presidenza del consiglio dei ministri ha appena messo a disposizione 5 milioni di euro e li ha ripartiti tra 90 scuole italiane, di ogni ordine e grado. Solo un primo passo, quindi, verso l’educazione alla parità di genere sistematica in tutte le scuole, ma pur sempre significativo. Nell’elenco delle scuole ammesse al finanziamento compaiono solo sei scuole calabresi. L’istituto comprensivo Fausto Gullo di Cosenza ha ottenuto un finanziamento di 86.100 euro, arrivando primo in Calabria, tra le scuole medie, col suo diciassettesimo posto.

Zazie, bambina ribelle

Il progetto dell’istituto Gullo, diretto da Patrizia Passarelli, si chiama A scuola con Zazie, dal nome della protagonista del romanzo di Queneau, bambina ribelle alle prese con rocambolesche avventure che, nel tentativo di visitare la metro di Parigi, scopre la vita. Un progetto sviluppato dalla docente Alba Battista. Insieme alla scuola media Fausto Gullo, capofila, partecipano anche gli istituti comprensivi di via Roma-via Spirito Santo e di Mangone-Grimaldi. Si parte con un laboratorio di scrittura d’esperienza per formare gli insegnanti, tenuto dal 19 al 22 aprile da Lea Melandri, saggista, scrittrice, giornalista e storica del femminismo.

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Lea Melandri

A scuola con Lea Melandri

“Sperimenteremo forme di scrittura automatica, a partire da frammenti di testo che ho selezionato – spiega Melandri – Quello che negli anni Settanta chiamavamo pratica dell’autocoscienza. Per sottrarre i ruoli di genere all’idea che siano naturali, e arrivare così alla parità, bisogna lavorare molto su di sé, andare alle radici dell’essere umano. Ci portiamo dietro una cultura secolare in cui il rapporto uomo-donna, così com’è stato concepito, ha influenzato il nostro modo di vedere. Quella che proporrò durante i laboratori è una pratica che gli insegnanti poi potranno esportare nelle situazioni di lavoro, coi ragazzi”. Perché il progetto prevede un percorso di formazione che, partendo dai docenti, coinvolgerà anche i genitori e gli studenti, ma anche le associazioni del territorio e le istituzioni.

La rete con associazioni e istituzioni

Il progetto nasce, infatti, da un accordo di rete tra le scuole cosentine e l’associazione nazionale Dire (Donne in rete contro la violenza), la polizia postale (visto che una sezione del progetto è dedicata al contrasto del bullismo e del cyberbullismo), l’associazione di promozione sociale Scosse di Roma, il Centro contro la violenza alle donne Roberta Lanzino di Cosenza, l’associazione I nidi delle mamme di Cosenza, il centro di women’s studies Milly Villa dell’Università della Calabria, il consultorio familiare dell’Unical e il comune di Cosenza.

Osservare, leggere, scrivere, suonare

Sono previsti laboratori con sociologi, psicologi, scrittori e associazioni impegnate sui temi della parità di genere; un cineforum, in cui ragazzi e ragazze possano vedere film, cortometraggi e videoclip (che andranno a costituire una cineteca tematica scolastica) e poi discuterne liberamente; momenti dedicati alla lettura di libri, riviste e fumetti dedicati alla parità di genere e altrettanti momenti dedicati alla scrittura di recensioni e riflessioni che poi confluiranno in un blog e in un e-book; analisi dei linguaggi dei mezzi di comunicazione e della pubblicità; visite guidate a gallerie nazionali e musei; un musical finale, in cui elaborare tutto il lavoro svolto.

La parità e l’ascolto

Perché dai meccanismi di violenza si può uscire. “Ci vuole innanzitutto la capacità di ascolto da parte degli insegnanti – dice Melandri – in questo modo la scuola può riaprire l’esperienza di violenza che eventualmente i ragazzi hanno vissuto e, attraverso anche la scrittura, portarla verso nuove soluzioni”. Nel rispetto delle differenze, verso la parità dei diritti.

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