Petra Magoni, un folletto sul monte Cocuzzo

La collaborazione tra Radicamenti e La Sila suona bee regala un concerto suggestivo a 1.500 metri sul mare, con la voce ipnotica di Petra Magoni (Musica Nuda) e la bellezza di Violante Placido.

Ascoltare buona musica nelle increspature di un monte, tra ciuffi d’erba, rocce e cavalli al trotto, c’è qualcosa di più bello? Va bene, c’è qualcosa di più bello, ma in mancanza di quello… Anzi, è proprio in questi rari momenti di quiete, in cui mente, corpo e anima sono in armonia tra loro, senza litigare e scannarsi, che pensi di poter incontrare lì, proprio lì, sul monte Cocuzzo, mentre suonano i Musica Nuda, uno che ti faccia perdere la testa. Ovviamente non succede mai quando ci speri e solo la voce ipnotica di Petra Magoni riesce a consolarti. I suoi gorgeggi, gli acuti, i trilli la fanno sembrare un folletto balzato leggero da chissà quale antro del bosco, mentre il contrabbasso di Ferruccio Spinetti potrebbe segnare il passo pesante di qualche gigante buono.

Petra Magoni e Ferruccio Spinetti

Petra Magoni e Ferruccio Spinetti

Il loro concerto pomeridiano, in una domenica assolata ma fresca, su una delle creste della catena costiera cosentina, è un regalo di enti e associazioni che quando collaborano ti fanno dire che questa è la Calabria che ti piace. Un concerto che nello stesso tempo è stato l’ultimo appuntamento della rassegna Radicamenti, voluto dal Comune di Mendicino, ma anche primo live della rassegna La Sila suona bee, organizzato da Archimedia produzioni, in un ideale passaggio di testimone che ha visto la prima squadra schierare, nei giorni precedenti, Giorgio Tirabassi, Eugenio Bennato, Anna Mazzamauro e Mimmo Calopresti, mentre la seconda sta per portare tra i monti della Sila Peppe Voltarelli e Otello Profazio, Remo Anzovino, nella veste di pianista sul lago, e Giovanni Lindo Ferretti.

In questa coincidenza di interessi, i Musica Nuda hanno reinterpretato in chiave jazz brani pop, rock e di musica d’autore. Anzi, li hanno reinventati, aggiungendo ironia e un tocco di follia. Non erano più Another brick in the wall dei Pink Floyd e Like a virgin di Madonna, sono diventati due brani di Petra Magoni. Lo stesso vale per Bocca di rosa di De Andrè, Un vecchio errore di Paolo Conte, Come together dei Beatles e persino Sei forte papà di Gianni Morandi. Meravigliosi.

Violante Placido

Violante Placido

Prima di loro è salita sul palco Violante Placido, che quando canta si fa chiamare Viola, sebbene sia preferibile quando fa l’attrice e si fa chiamare Violante. Accompagnandosi con la chitarra, ha interpretato alcuni brani dei due album che ha registrato. Di sicuro la sua bellezza si abbinava bene a quella del paesaggio, che a Ovest mostrava il mare aprirsi tra le curve montuose. Infatti erano molti i suoi ammiratori tra il pubblico, memori, soprattutto, della sua interpretazione di Moana Pozzi nella mini serie televisiva di Sky dedicata alla porno star.

Simona Negrelli

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *