Questi fantasmi! tra illusioni e indipendenza

La celebre commedia di De Filippo, nella versione del regista Giordana, chiude la stagione del Tau. E offre un nuovo spessore alla protagonista femminile

Questi fantasmi! di Eduardo De Filippo è una speciale commedia degli equivoci, in cui l’equivoco non viene svelato mai. Una commedia umana e amara, interamente fondata sull’ambiguità dei suoi personaggi e, in particolare, del protagonista, Pasquale Lojacono. Crede davvero nei fantasmi o finge solamente per approfittare della situazione? Nella messinscena diretta da Marco Tullio Giordana (ultimo spettacolo della stagione del Teatro Auditorium dell’Università della Calabria), l’ambiguità sapientemente costruita da De Filippo grazie a dialoghi brillanti e sempre giocati sul filo che separa commedia e dramma, è restituita dalla recitazione misurata di Gianfelice Imparato.

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La trama

Lojacono-Imparato accetta di trasferirsi, gratuitamente, con la moglie Maria (Carolina Rosi) in un antico ed enorme appartamento che ha fama di essere infestato dai fantasmi, a patto di ostentare quotidianamente serenità nell’affacciarsi dai balconi, per dimostrare ai vicini l’infondatezza della leggenda. Fatto sta che la prima apparizione a verificarsi è quella dell’amante della moglie, che Lojacono crede (o finge di credere) un fantasma. Prodigo, per giunta, visto che gli lascia continuamente soldi, quelli necessari a mettere su la pensione che gli servirebbe per sottrarre se stesso e la moglie agli stenti. Lojacono stringe una sorta di patto col diavolo, come fosse un novello Faust in salsa comica.

I veri fantasmi

Ma i veri fantasmi sono le ombre che sedimentano tra le pieghe dei rapporti di coppia, di cui De Filippo fa un ritratto impietoso. Fantasma è quel “preconcetto di superiorità” che impedisce una comunicazione sincera, oggi diremmo l’esigenza del controllo. L’incomunicabilità separa anche l’amante/fantasma Alfredo da moglie e figli, che non ha esitato ad abbandonare per Maria; allontanava pure il meschino e manesco portiere Raffaele dalla consorte ormai defunta. Fantasmi sono filtri e schermi che interponiamo nei rapporti con gli altri. Sono “quei sentimenti che ci condannano a non aprire i nostri cuori l’uno con l’altro: orgoglio, invidia, superiorità, finzione, egoismo, doppiezza”.

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Questi Fantasmi e altre apparizioni

Fantasmi sono anche le illusioni cui Pasquale Lojacono si aggrappa, perché, in definitiva, è innanzitutto se stesso che inganna, fingendo di credere all’ “anima buona” che lo aiuta economicamente. In questa fuga dalla realtà sta la ragione del suo dramma e della sua comicità insieme. Perché la commedia eduardiana è per sua natura amara, la risata, per Eduardo, è quasi un modo per dissimulare o esorcizzare la tristezza (“quanto è triste, per un uomo, nascondere la propria umiliazione con una risata”, dice Lojacono). Un modo di intendere il comico, quindi, diverso da Pirandello, per cui la risata è una reazione istintiva e priva di riflessione. Eppure il drammaturgo siciliano viene chiamato in causa nella seconda “apparizione”, quella della famiglia di Alfredo, che tanto ricorda l’entrata in scena dei personaggi in cerca d’autore.

La versione di Giordana

Marco Tullio Giordana, pur restando fedele al testo di Eduardo, ricco come sempre di didascalie accuratissime e indicative di scenografie, luci e movimenti degli attori, aggiunge il suo tocco di regista cinematografico. Lo si vede proprio nell’apparizione della famiglia di Alfredo, che sembra quasi la parodia di un film gotico. Ma, soprattutto, Giordana contribuisce a dare maggiore spessore al personaggio di Maria, probabilmente in coerenza col suo impegno nella regia di un film come Nome di donna, manifesto contro le molestie sul lavoro. Maria, in questa messinscena, sceglie l’indipendenza.

Simona Negrelli

(foto di Pietro Scarcello)

Questi fantasmi!

Di Eduardo De Filippo

Regia di Marco Tullio Giordana

Con Gianfelice Imparato, Carolina Rosi, Massimo De Matteo,

Paola Fulciniti, Federica Altamura, Andrea Cioffi, Nicola Di Pinto,

Viola Forestiero, Giovanni Allocca,

Gianni Cannavacciuolo, Carmen Annibale

scene e luci Gianni Carluccio

costumi Francesca Livia Sartori

produzione La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo

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