InScena: il festival del teatro italiano a New York ha un’anima calabrese

La direttrice artistica, Laura Caparrotti, appena può si rifugia a Pizzo. In cartellone due spettacoli made in Calabria: La mia idea e Rock Oedipus

La città di New York resta un luogo privilegiato di incontri e scambi culturali, a dispetto delle chiusure politiche e territoriali inaugurate dal nuovo presidente degli States. Ne è la prova la quinta edizione di InScena, il festival del teatro italiano, un’iniziativa off-off-Broadway e itinerante, che dall’1 al 15 maggio porterà piccoli spettacoli di qualità in luoghi non istituzionali, in tutti e cinque i distretti della Grande Mela. Un festival con un’anima calabrese, a cominciare dalla direttrice artistica, Laura Caparrotti.

InScena Caparrotti

Laura Caparrotti (foto Stefano Corso)

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Mazzotta e le superstizioni, una liturgia (laica) del teatro

Peppino Mazzotta, alias Fazio, ha una mania: rispettare le scaramanzie del palcoscenico. Intanto prepara il nuovo spettacolo su Zangara, mentre in tv farà il commissario e al cinema l’esattore

Se il copione casca a terra, lo raccoglie solo dopo averlo sbattuto tre volte nel punto in cui è caduto. Se qualcuno fischietta durante le prove di uno spettacolo, lui lo riprende subito. “Perché i fischi portano fischi”. Lo stesso trattamento riserva al malcapitato che dovesse indossare qualcosa di viola, ignorando (o non curandosi) che è il colore massimamente temuto da chi è legato a certe scaramanzie teatrali come Peppino Mazzotta. “Se c’è una mania che ho, è questa”. Rispettare sempre le superstizioni del palcoscenico. Lui, conosciuto da tutta Italia come l’ispettore Fazio, il braccio destro del Montalbano televisivo.Peppino Mazzotta 1 Continua a leggere

Attualità di Zangara, che voleva uccidere Roosevelt

Giuseppe “Joe” Zangara ti guarda dalle foto d’epoca con aria di sfida.  Ripreso dalle cineprese per i cinegiornali, esce ridendo dal tribunale che lo condanna prima a 80 anni di carcere e poi alla sedia elettrica. Forse già immaginando che sarebbe diventato famoso, almeno negli Stati Uniti. Anzi, quasi un simbolo, l’uomo che avrebbe potuto cambiare la Storia, un innesco per costruire storie alternative, a partire dal famoso giochino del “se”: e se fosse riuscito a uccidere il presidente Roosevelt?

Giuseppe Zangara

Giuseppe Zangara (Bettmann-Corbis photo tratta da Newsweek)

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