Il Vangelo di De Luca, intenso come un dipinto

Acquista potenza visiva il nuovo allestimento de Il Vangelo secondo Antonio di Scena Verticale, scritto e diretto da Dario De Luca

Uno spettacolo è come una pianta, ha bisogno del suo tempo per sbocciare. E quell’intima soddisfazione che si prova al cospetto di una fioritura può presentarsi anche quando si assiste a uno spettacolo che raggiunge la sua forma compiuta. Come nel caso del nuovo allestimento de Il Vangelo secondo Antonio di Dario De Luca, andato in scena al teatro Morelli di Cosenza. Lo spettacolo aveva debuttato la scorsa primavera a Castrovillari, al festival Primavera dei teatri, ma anche grazie a una scenografia più contemporanea raggiunge una potenza visiva che la prima messinscena non aveva.vangelo

Resta invariato il plot drammaturgico dello spettacolo di Scena Verticale, scritto e diretto da Dario De Luca. Un plot di sostanza, che indaga tra le pieghe di una malattia destabilizzante come l’Alzheimer (a volte con un approccio di tipo divulgativo) per ragionare di fede e rapporti umani. L’Antonio del Vangelo, interpretato dallo stesso De Luca, è l’attivissimo parroco di Bivongi, un paesino in provincia di Reggio Calabria, alle prese con l’accoglienza dei migranti e sempre ligio al dovere. Lo aiutano nella sua missione i suoi più stretti collaboratori, la perpetua e sorella Ricordina (Matilde Piana) e il segretario Fiore (Davide Fasano). Il conclamarsi della malattia è il nodo drammaturgico che sconvolge non solo la vita di Don Antonio ma anche quella di chi gli sta intorno, rovesciando pure i ruoli: il parroco era un punto di riferimento, un uomo autorevole, si ritroverà a dover essere accudito come un neonato, con la sorella a prendere il sopravvento su di lui e il segretario a sostituirglisi e a far carriera.

La perdita cognitiva di Don Antonio spariglia le carte, ma qualcosa rimane. La fede, pur perdendo i propri riferimenti razionali, resiste, magari cambia forma. Lo si vede da come il parroco inizia ad accudire il Cristo, dopo averlo staccato dal crocifisso appeso sopra l’altare. Come fosse un figlio sofferente e infreddolito.vangelo 2

Sul palco resta poco della vecchia scenografia, classica e naturalistica. Non ci sono più la scrivania e la credenza, nel “nuovo” Vangelo un telaio illuminato di led, come una specie di parete posta al centro del palco, suggerisce i diversi spazi della scena. Sul fondo, il grande crocifisso ligneo realizzato da Sergio Gambino. I giochi di luce fanno il resto, conferendo alla scena una consistenza pittorica. Alcune scelte registiche richiamano esplicitamente l’iconografia della pittura e scultura religiosa rinascimentale. Alcune scene si concludono con gli attori come fissati in quadri e statue, a ricordare, ad esempio, la Pietà di Michelangelo. Applausi.

Simona Negrelli

 

Il Vangelo secondo Antonio

scritto e diretto da Dario De Luca
con Matilde Piana, Dario De Luca, Davide Fasano
musiche originali Gianfranco De Franco
scena e disegno luci Dario De Luca
audio e luci Vincenzo Parisi
assistente alla messinscena Maria Irene Fulco
costumi e assistenza all’allestimento Rita Zangari
realizzazione scultura Cristo Sergio Gambino
organizzazione generale Settimio Pisano
promozione Rosy Chiaravalle

foto di scena Manuela Giusto

Un pensiero su “Il Vangelo di De Luca, intenso come un dipinto

  1. Molto bella come rappresentazione, e mi ha dato davvero l’idea di come una persona sanissima e attivissima possa essere ridotta da una malattia degenerativa, come un’ombra di se stesso.

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